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redazione |
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Daniele De Angelis
Riccardo Fabiani
Loris Ferri
Simone Gallinella (Dir. resp.)
Fabio Monti
Davide Nota
Gianluca Pulsoni
Luigi-Alberto Sanchi
Stefano Sanchini
hanno collaborato:
Augusto Amabili
Danni Antonello
Matteo Boscarol
Franco Buffoni
Serse Cardellini
Furio Colombo
Gianni D’Elia
Marco Di Salvatore
Fabio Franzin
Massimo Gezzi
Raimondo Iemma
Simone Lago
Franca Mancinelli
Giampiero Marano
Francesco Marotta
Francesco Martini
Emiliano Michelini
Aymeric Monville
Claudia Ortenzi
Umberto Pascali
Giovanni Pellegrino
Enrico Piergallini
Andrea Ponso
Marwan Rashed
Flavio Santi
Gisella Speranza
Roberta Tarquini
Nichi Vendola
Cesare Viviani
Matteo Zattoni
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Dove va la poesia italiana? |
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lunedì 08 marzo 2010 |
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[di Davide Nota]
Vorrei partire da un bel volume di teoria e storia della poesia italiana contemporanea, Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008 (Moretti & Vitali, 2009), a firma del giovane italianista pugliese Daniele Maria Pegorari.
Arrivo subito al dunque: cosa c’è secondo me di davvero interessante in questo libro? Innanzitutto il fatto che le categorie interpretative tradizionali della poesia italiana del Novecento vengono rimesse in discussione e liberate sia dai totem e tabù della ideologia italiana della separazione specialistica (il depuratore purista, da Mengaldo a Piccini) che dalle operazioni editoriali, di baronato ideologico e di gruppo (da I novissimi della neo-avanguardia a Parola plurale di Cortellessa & Co.). Questo atteggiamento potrà consentire, d’ora in poi, una veduta libera e d’insieme sulla sostanza formale, filosofica e filologica della cosa poetica, senza forzature viziate da aggruppamenti o pretesti ideologico-estetici del critico curatore.
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Libero. Racconto inedito di Leonardo Bonetti |
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mercoledì 03 marzo 2010 |
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[di Leonardo Bonetti / Gianluca Pulsoni]
LIBERO
[di Leonardo Bonetti]
Libero ha trentacinque anni, assolato dentro, e sta con Sena da dieci almeno. Impiegato in una società se ne va di domenica in pieno luglio a passeggiare come sempre sulla tiburtina ancora più assolata. La compagna deve assistere la madre affetta da una grave malattia che la costringe a letto.
Ha una camicetta senza pretese, bianca e un po’ imbolsita dal vento; un bastone lungo, un virgulto preso da un arbusto, intrecciato sotto le foglioline spesse. Di solito cammina fino all’altezza del rialzo in fondo alla via dopo aver fatto il ponte che passa la stazione. Lì davanti ha sempre da vedere qualcosa di interessante e se è in anticipo all’appuntamento vi si ferma volentieri. Perché Libero ha sempre un appuntamento la domenica pomeriggio, un appuntamento che giustifica con una passeggiata.
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Calpestare l'oblio. Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale |
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lunedì 22 febbraio 2010 |
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A cura di Davide Nota e Fabio Orecchini
Illustrazioni e grafica a cura di
Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella
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sabato 13 febbraio 2010 |
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[di Nino De Vita]
I.
Agghicu ri Marsala
ch’esti ancora vogghiardi;
vogghiardi, chi mi piaci,
ogni vota chi vegnu,
jiriminni a firriari, cumminari
accucchia e mmeno ’i stessi
cosi.
Tampasiu, dda matina,
nni Ciuni, nni Flaccoviu,
cercu libbra, taliu,
attrovu ’i littra scritti
ri Verga a Capuana e mi l’accattu.
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The feelin' is there, body and soul. Conversazione con Federico Nicolao |
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mercoledì 03 febbraio 2010 |
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[di Gianluca Pulsoni]
Federico Nicolao. Personalità poliedrica, scrittore. Ma poi si scopre se si incontrano persone che hanno incrociato il tuo percorso che sei stimato egualmente come critico d’arte e curatore, filosofo, professore universitario, persino editore, artista sotto pseudonimo, animatore culturale e molto altro ancora. Attivo soprattutto in Francia oramai, perché hai scelto di vivere a Parigi ma con incursioni in Italia (la tua lingua resta pur sempre innanzitutto quella italiana) e altrove. Nel tuo profilo si scorge una linea che assomiglia per le sue “pieghe” a quella di importanti personalità che qui abbiamo avuto ma che ora stentiamo ad avere. O meglio, personalità alle quali oggi, il sistema culturale italiano, stenta a dare spazio, come accadeva invece prima.
Gianluca Pulsoni – Vorrei iniziare la nostra conversazione perciò da questa considerazione, il ruolo della persona estetica (è Nietzsche – credo – che usa questo termine) oggi. Come è cambiato, dove può agire. Secondo te…
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L’ultimo a opporsi alla “mutazione genetica” italiana: Berlinguer. Incontro con Oliviero Diliberto |
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martedì 26 gennaio 2010 |
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[di Luigi-Alberto Sanchi]
Il segretario del PdCI analizza il trentennio ultimo scorso come un periodo di profonda regressione della società italiana sul terreno del lavoro, dei diritti e della cultura, “diventata quasi un disvalore” tra i dirigenti e in tutte la fasce sociali. In conseguenza, la fase attuale è contrassegnata da violenza e autoritarismo. La risposta che può venire dalla sinistra si declina, secondo Diliberto, in termini di unità “oggi possibile” (ma non sufficiente) con la Federazione della Sinistra ma soprattutto – e anche noi l'auspichiamo – con una seria riflessione che attualizzi il socialismo scientifico, grazie al nuovo “think tank” Marx XXI, apertissimo ai giovani, e a partire dal nucleo: la lotta tra i lavoratori e i capitalisti, lo sfruttamento, oggi più reale, forte, mondiale che mai prima d'ora. Di qui la netta divergenza teorica con Vendola e la difesa anche del simbolo della falce e martello.
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L'insieme degli scrittori contro l'insieme delle stragi |
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lunedì 18 gennaio 2010 |
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[di Gianni D'Elia]
Qui e ora, più che la poesia in versi, serve una prosa corsara.
Lo ha detto il presidente Napolitano, commemorando la strage di Milano del 1969: "Continuare a cercare ogni frammento di verità". Essendo il presidente della Repubblica, lo ha detto a tutti i cittadini, oltre che ai giudici, agli investigatori, agli storici. Dopo tanti decenni, con tutto il rispetto, noi poeti e scrittori, che naturalmente siamo prima di ogni cosa cittadini, ci aspetteremmo dalla classe politica e dalle istituzioni ben altro che un invito al frammento. Ci aspetteremmo l'insieme della verità. Comunque, grazie, rispondiamo all'invito. Perchè ancora non abbiamo questo insieme? Perchè il fallimento giudiziario sull'accertamento delle responsabilità dei mandanti delle stragi in Italia è stato così totale?
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martedì 12 gennaio 2010 |
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[di Luigi-Alberto Sanchi]
Di punti di
partenza, per questo saggetto, ce ne sarebbero tanti. Dato, però, che
all’evocazione della «cultura» (o, peggio, «letteratura») «greca e latina» la
reazione spontanea di molti lettori sarà, immagino, una profonda noia e vaghi
ricordi scolastici – cioè tutto il contrario di un’esperienza viva (già: le
«lingue morte»…) e attuale, ho deciso di cominciare dall’epoca dei nostri
umanisti e soprattutto dal loro entusiasmo. Per la cultura, e non soltanto la
letteratura, greca e latina. Mi pare infatti che sia il solo modo per far
capire come si possa amare appassionatamente la conoscenza che ci viene
dall’Antichità, malgrado le approssimazioni, gli errori, i malintesi che da
questo studio possano sorgere – e ne sono sorti un bel po’, stiamo sicuri!
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Una bava di vento. La poesia di Adelelmo Ruggieri |
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lunedì 04 gennaio 2010 |
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[di Franca Mancinelli / Adelelmo Ruggieri]
Una delle poesie più intense di Massimo Ferretti, Polemica per un’epopea tascabile, si conclude con un’affermazione che può sembrare una resa disarmata nei confronti del reale, e che invece, proprio in virtù del suo carattere di inerme trasparenza, si rivela in effetti una forza: «Ma sappiate che io non so nuotare: e il coltello dell’odio e dell’amore l’ho sepolto nel mare». Per meglio comprendere la tenuta di questa conclusione e il suo sostanziale atto di risarcimento nei confronti di un’esistenza segnata dalla malattia e dalla marginalità, bisogna rileggere Anch’io sono il mare, un’altra fondamentale poesia di Ferretti, e soffermarsi soprattutto sul suo ultimo verso, ripreso dal titolo. Chi ammetteva la propria incapacità di conciliarsi con il reale e di incontrare gli altri e si votava ad un’esistenza di solitudine e primordiale felicità, colui che dichiarava di non sapere adoperare il “coltello” delle emozioni, riesce alla fine a divenire il mare, quell’«eterna emozione» potente e inscalfibile ad ogni forma di violenza.
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Like a pagan. Poesie inedite di Margherita Corradi |
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sabato 26 dicembre 2009 |
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[di Dome Bulfaro / Margherita Corradi]
Lo strano
caso di “Like a pagan”
Questa prima prova poetica di Margherita Corradi (classe
1989) è uno strano caso di rito nel
rito: non appena Davide Nota posterà le poesie di Margherita con questa breve
nota sul portale “La Gru” che state visitando, la Corradi riceverà in quanto
poeta il suo “battesimo” nello pseudosistema della poesia italiana
contemporanea; lo strano caso sta nel fatto che questa cerimonia di iniziazione
della Corradi si consuma con un corpus
di cinque testi che compongono un viatico notturno di “decollazione”
dell’identità (l’acme nell’allitterazione non
sono), per metà cosparso di luce lunare per metà immerso nell’ombra (che l’ombra abbia inizio), preludio
inevitabile ad una “resurrezione”, rigorosamente di matrice precristiana.
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