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Una critica a "Critica della separazione" |
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mercoledì 11 giugno 2008 |
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[di Raimondo Iemma]
Se il mondo è un composto di sofferenza,
ciò si deve alla sua natura essenzialmente libera.
La sofferenza è la conseguenza necessaria del libero gioco delle parti.
È vostro compito saperlo, e saperlo dire.
Michel Houellebecq, Rester vivant
Nella sua Critica della separazione, Davide Nota manifesta la (sua) necessità di produrre poesia che non prescinda dalla conoscenza storica, politica e filosofica, in modo da arginare la deriva del post-moderno. Pur non nutrendo particolari simpatie per il post-moderno, anzi proprio per questo motivo, ritengo invece, per continuare a dirla con Houellebecq, che tutto ciò che non procede direttamente dall’emozione è, in poesia, di valore nullo.
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Critica della separazione |
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lunedì 09 giugno 2008 |
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[di Davide Nota]
1. La poesia in crisi
Negli ultimi decenni si è spesso parlato di “crisi della poesia” con un’accezione ben diversa da quella che fu la “poetica della crisi” nei decenni a seguire la breve stagione del neo-realismo italiano. Dove la “poesia della crisi” fu in grado di riflettere mimeticamente (la neo-avanguardia) o criticamente (i poeti di «Officina»; la prima linea lombarda) una crisi storico-culturale in atto, a partire dal 1977 e per tutti gli anni ‘80, la “poesia in crisi” rappresenterà l’annichilimento del poeta di fronte alla metamorfosi culturale della società italiana. Né sarà più in grado di esprimere un giudizio critico complessivo sul mondo, né sarà più messo nelle condizioni di poterlo fare. I mezzi di comunicazione di massa sono a lui preclusi: svanisce la figura del poeta-intellettuale.
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Nietzsche e l'interpretazione |
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martedì 03 giugno 2008 |
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[di Gianluca Pulsoni]
In questa perdita inconsapevole
in questa perdita delle ultime vie lattee
in questa perdita del proprio nome […]
“In questa perdita”… verso l’ora del lupo.
E contro il sole, in attesa dei fantasmi
Alla memoria di Ferruccio Masini
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lunedì 26 maggio 2008 |
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[di Loris Ferri]
1. Al posto dell’introduzione
«... fare del male non è, in verità, così diabolico quanto… il suo rinominarlo bene. Ciò significa togliere a tutte le morti la loro importanza, capovolgerle leggerle all’inverso… Capovolgere e da dentro abbattere i criteri della verità. E alla fine, nella bocca della verità mettere la menzogna…». (Denis de Rougemont, La parte del diavolo)
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Il trattenimento musicale (3/3) |
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lunedì 19 maggio 2008 |
[di Marco Di Salvatore]
3. MUSICA E CULTURA DI MASSA
Sguardo con Adorno
Nessuno come Adorno si è tanto ribellato alla musica come ideologia nella società di massa, alle sue funzioni e cause sociali. Esemplare, nell’opera “Introduzione alla sociologia della musica" [1], la fase in cui tratta della musica “leggera” e delle funzioni della musica di oggi.
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Il trattenimento musicale (2/3) |
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lunedì 12 maggio 2008 |
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[di Marco Di Salvatore]
La musica crea il mondo
A. Blok
2. IL MONDO SONORO
Nel grembo, concepiti per vie delle ri-correnti causali casuali i prematuri arti fusti e chioma, nella posizione a spirale, originaria, dando segno ancora, di nuovo, a cosmogonie rivelate: così si viene al buio, sviluppati spiegati da quel nucleo che chiameranno orecchio (esterno), principio e cesura della forma.
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Il trattenimento musicale (1/3) |
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martedì 06 maggio 2008 |
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[di Marco Di Salvatore]
Che la musica non diventi un’arte della menzogna
F. Nietzsche
Premessa [1]
Al termine del mio modesto percorso universitario, mi accingo a spiegarmi sul solo argomento a cui ho rivolto vera considerazione e concentrazione, e frustrazione sopra a tutto: la “cultura di massa”, così detta. Dunque niente sciocchezze da intrattenimento colturale, niente musei, tradizioni scantinate, o beni culturali, bensì mali culturali del tutto contemporanei, attuali, presenti, in tradizione.
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Mala kruna: osservazioni sul buio e sulla luce |
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lunedì 28 aprile 2008 |
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[di Norma Stramucci]
Talmente è ricorrente in Mala kruna, opera prima di Franca Mancinelli, Manni 2007, la presenza della dicotomia buio/luce, che l’impressione, a lettura ultimata, è quella di essere entrati, e usciti, dal Tempio di Delfi, abitato da Apollo durante le estati calde e inondate di luce, e da Dioniso durante gli inverni, naturalmente scuri, bui.
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Un’Italia civile, una sinistra repubblicana |
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domenica 20 aprile 2008 |
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[di Riccardo Fabiani]
“A Piero Gobetti, esule in Francia, nel ricordo della sua solitaria sfida al fascismo e della sua lezione di intransigenza etica e politica”(Lapide commemorativa, cimitero di Père Lachaise, Parigi)
La recente affermazione elettorale della coalizione guidata da Silvio Berlusconi ci riporta improvvisamente alla realtà di un Paese culturalmente stravolto rispetto a pochi decenni fa. Le ragioni di questa involuzione ci obbligano a ripensare radicalmente il ruolo svolto finora dalla cultura e dalla sinistra e a riprendere il filo di un’opera di pedagogia civile interrotta dal tracollo dei partiti e dall’avvento di un nuovo populismo irrazionale e anti-umanista. Proseguo in questo modo il dibattito avviato dai precedenti interventi pubblicati su “La Gru” da Davide Nota (“Provvisori Appunti sul Barbarico”), Gianni D’Elia (“Auguri alla Gru”) e Luigi-Alberto Sanchi (“L’Italia e il Mondo”), con l’obiettivo di fornire una via d’uscita alla disfatta elettorale che ha colpito i partiti di centro-sinistra.
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