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martedì 28 ottobre 2008 |
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[di Danni Antonello]
Non rimanga delle vostre verità che il ricordo sbiadito di un re senza discendenza. Non rimanga di noi che l’immagine terrifica di chi ha avuto l'ardore d’uccidere figli di re per aprire il castello alla prole sghemba del giullare.
Il cercatore del miracolo è un individuo, magari non è un umano-umano ma è sicuramente uno, qualunque, e con precisa vocazione. Sdoppiato, sfrangiato, moltiplicato, disfatto e stratificato, frantumato, scorporato, di nuovo incorporato, ma uno. Non umano, iper. Perché ha una missione il cercatore, il miracolo, ritrovare il suo umano perduto. Per farlo vedere al mondo come si diventa umani sfrangiandosi e moltiplicandosi.
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Via del Carnocchio (1/3) - Il mezzo e il fine |
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lunedì 20 ottobre 2008 |
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[di Stefano Sanchini]
Né con i cristiani né coi saraceni
ma i canti pagani si odono
sulla Via del Carnocchio
così accade che quattro fanciulle
più antiche dei secoli
più giovani e belle di qualsiasi alba
ancora su queste terre s’incontrino,
non è dato alla scienza sapere
le circostanze del caso
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Nuova residenza e territori paralleli |
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giovedì 09 ottobre 2008 |
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[di Davide Nota]
«Che cosa significa essere qui e non essere altrove? In che modo tale esserci segna una scrittura o più semplicemente un modo di rapportarsi al mondo?» [1].
Io credo che per rispondere a questi due interrogativi, posti da Massimo Raffaeli in occasione di un'intervista a cura di Adelelmo Ruggieri sull'esperienza di “Residenza” [2], occorra liberarsi dalle principali categorie della geografia moderna e cominciare, con umiltà antropologica, una ricerca vergine sulle nuove modalità del risiedere contemporaneo.
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giovedì 02 ottobre 2008 |
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[di Gianluca Pulsoni]
Siamo in una deriva. Lo spettacolare integrato viaggia galoppante, tanto da poter supporre che oggi l’ “apocalisse” sia norma: tutto è legato con tutto. Siamo prigionieri del globo, nel bene e nel male.
Compito della cultura e di un’etica intellettuale diverrebbe allora cercare di prospettare delle vie di fuga da questo status quo.
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lunedì 16 giugno 2008 |
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LA GRU N. 5 - ANNUARIO 2007/2008
In questo numero:
La scuoletta marchigiana
Letture e cantieri
Resistenze orientali
Il trentennio
Il barbarico e la questione nietzschiana
La sinistra da rifare
Idee per una nuova estetica
307 pagine, 15 euro
(spese di spedizione incluse)
Ordinane una copia qui
Oppure scarica il pdf
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Una critica a "Critica della separazione" |
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mercoledì 11 giugno 2008 |
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[di Raimondo Iemma]
Se il mondo è un composto di sofferenza,
ciò si deve alla sua natura essenzialmente libera.
La sofferenza è la conseguenza necessaria del libero gioco delle parti.
È vostro compito saperlo, e saperlo dire.
Michel Houellebecq, Rester vivant
Nella sua Critica della separazione, Davide Nota manifesta la (sua) necessità di produrre poesia che non prescinda dalla conoscenza storica, politica e filosofica, in modo da arginare la deriva del post-moderno. Pur non nutrendo particolari simpatie per il post-moderno, anzi proprio per questo motivo, ritengo invece, per continuare a dirla con Houellebecq, che tutto ciò che non procede direttamente dall’emozione è, in poesia, di valore nullo.
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Critica della separazione |
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lunedì 09 giugno 2008 |
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[di Davide Nota]
1. La poesia in crisi
Negli ultimi decenni si è spesso parlato di “crisi della poesia” con un’accezione ben diversa da quella che fu la “poetica della crisi” nei decenni a seguire la breve stagione del neo-realismo italiano. Dove la “poesia della crisi” fu in grado di riflettere mimeticamente (la neo-avanguardia) o criticamente (i poeti di «Officina»; la prima linea lombarda) una crisi storico-culturale in atto, a partire dal 1977 e per tutti gli anni ‘80, la “poesia in crisi” rappresenterà l’annichilimento del poeta di fronte alla metamorfosi culturale della società italiana. Né sarà più in grado di esprimere un giudizio critico complessivo sul mondo, né sarà più messo nelle condizioni di poterlo fare. I mezzi di comunicazione di massa sono a lui preclusi: svanisce la figura del poeta-intellettuale.
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Nietzsche e l'interpretazione |
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martedì 03 giugno 2008 |
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[di Gianluca Pulsoni]
In questa perdita inconsapevole
in questa perdita delle ultime vie lattee
in questa perdita del proprio nome […]
“In questa perdita”… verso l’ora del lupo.
E contro il sole, in attesa dei fantasmi
Alla memoria di Ferruccio Masini
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lunedì 26 maggio 2008 |
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[di Loris Ferri]
1. Al posto dell’introduzione
«... fare del male non è, in verità, così diabolico quanto… il suo rinominarlo bene. Ciò significa togliere a tutte le morti la loro importanza, capovolgerle leggerle all’inverso… Capovolgere e da dentro abbattere i criteri della verità. E alla fine, nella bocca della verità mettere la menzogna…». (Denis de Rougemont, La parte del diavolo)
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Il trattenimento musicale (3/3) |
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lunedì 19 maggio 2008 |
[di Marco Di Salvatore]
3. MUSICA E CULTURA DI MASSA
Sguardo con Adorno
Nessuno come Adorno si è tanto ribellato alla musica come ideologia nella società di massa, alle sue funzioni e cause sociali. Esemplare, nell’opera “Introduzione alla sociologia della musica" [1], la fase in cui tratta della musica “leggera” e delle funzioni della musica di oggi.
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