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[di Stefano Sanchini]
[…
si spegne la fiamma
tace
tutta la campagna
né
mosca né respiro al convivio
poi
di nuovo la fiamma avvampa
si
mostra chiara e sobria la faccia
di
chi tra poco parla
è
l’amico nostro, umanista
che
ignora la distanza]
IL
FILOLOGO D’AVIGNONE: … e
sempre più poveri popolano la terra
e
sempre più ricchi sono i ricchi,
decidono
sulle sorti di ognuno
tra
i conti e gli incontri
a
champagne e caviale non era il bug
il
problema del millennio
ma
il capitale, mentre il baco
rintana
nel linguaggio, nella lettera B
come
Bush Blair e Berlusconi
come
Bin Laden, borse banche e bombe
come
bugiardi e bastardi che siete!
Con
il vostro Papa nuovo che raddoppia
Benedetto
XVI dopo Bonifacio VIII,
ma
se tu sei deum in terram
perché
non dici il male
che
nasconde il vaticano
e
se non puoi
perché
non dici che come noi
sei
un uccellino in mezzo agli uccellacci
e
già come ti scrisse Pasolini
peccare
non è fare il male
peccare
e non fare il bene
quando
lo si può fare
e
tu lo potevi fare e non l’hai fatto
o
come l’incisione di Zlatovski
il
demonio ha fatto il nido sulla cattedrale?
…e
magari spiega come mai
lo
spirito santo
per
settecento anni ha scelto
un
papa italiano e all’occorrenza
uno
polacco proprio là
tra
la Russia e il muro di Berlino,
oggi
un nazi dallo sguardo demoniaco
che
per niente rassomiglia
a
quello di Cristo o di Francesco il Santo,
racconta
anche della dinastia
dalla
quale discendi, aristocrazia
romana,
che s’inventò
documenti
falsi e falsi papi
e
sparse il sangue vero in ogni landa
se
non puoi nemmeno questo
io
ti prego e ti imploro
io
sottoscrivo e reclamo
il
mio diritto alla scomunica
ché
all’inferno con voi
in
eterno non ci voglio stare!
*
[…
si alza il vento
s’attizzano
i carboni
da
nero a incandescente rosso,
a
quella voce s’aggiunge
quella
del compagno Monti
che
tacere più non può
all’omertosa
inciviltà che lo circonda
poi
a questo falò parlar si deve…]
COMPAGNO
MONTI: tra
i nazi e le zanzare
la
città sta male
tra
gli anarchici e i contadini
le
campagne sono felici
quelli
che devon leggere i vostri versi
non
sono nati o forse sono già morti;
quelli
come Guevara non vivono solo una volta
quando
li ammazzi quelli come Guevara
fanno
la casa
nel
cuore di tanti;
sulle
Ande qualcosa si smuove
non
sono i vulcani o la faglia;
nel
suo torpore dorme l’Europa
hanno
imparato bene a costruire città
e
non sempre lo fanno,
ma
non basta la bella facciata
al
palazzo, per nascondere
l’umana
miseria
che
dentro dimora…
*
[… si spinge in alto la fiamma
tre
metri sopra le tombe degli avi
l’anima
esce dalle viscere
di
Gianluca Pulsoni, intellettuale
critico,
gruista d’amicizia e di passione]:
Poeta
non disperare
il
tuo cuore non è ancora sordo
da
non potere ascoltare i battiti
al
di là di ogni mare
l’eco
di un ritmo ancestrale
antica
ed eterna è la rivolta per l’uomo
Poeta
non disperare
se
per strada e per moda si blatera:
“fatti
e non parole”
chi
questo motto usa
nulla
ha fatto e nulla dice.
La
parola è un fatto miracoloso,
muove
rivoluzioni e passioni;
chi
non crede nella parola e troppo
nei
fatti ha già in testa
le
armi e il potere,
così
hanno sgozzato i poeti, calpestato
la
rivoluzione in nome della rivoluzione
Poeta
non disperare
se
all’ora dell’aperitivo
verso
il tramonto, si radunano
in
qualche locale
i
fagiani o le gallinelle d’acqua,
dopo
una giornata arsa
sulla
spiaggia nel nulla fare
si
continua il nulla dire
così
la vita si disfa
in
sabbia su sabbia
Poeta
non disperare
il
click il lapsus l’inconscio la spia
sta
nell’ultimo verso di Monti
nel
primo tuo, nella parola
dimorare
dal latino de_morare
ritardare
intrattenersi indugiare,
ma
per chi ha scelto
è
giunta l’ora di andare:
La
parola è un fatto miracoloso!
Poeta
non disperare
il
poeta è una piuma
cento
piume servono un’ala
due
ali servono al volo
tutto
quello che c’è da fare noi lo faremo,
a
questo convivio
nessuno
più può:
“Andarlo
a dire
ai
caduti di ieri
che
il loro morire
fu
come le nevi…”*
- [Pulsoni
intellettuale critico cita dei versi di Gianni D’Elia che oltre a trovarsi
nei libri, si trovano anche nella Piazza Borsellino Falcone, dove
Sanchini lavora.]
*
INERZIA: Questo ghiaccio caldo non si
scioglie
se mai conserva, è neve buona
per il grano, e se il sole si
specchia
di cent’anni rinnova la forza
e la sua luminosa bellezza…
La poesia appartiene all’uomo
più di qualunque nazione,
la poesia è una patria senza
confini!
*
MORTE: Finché
vivrà un solo uomo
ci
sarà poesia, forse
nascosta
in qualche globulo rosso
o
cellula o mitocondrio
come
un giorno rispose
a
Davide Nota Danni Antonello
la
poesia è là, dove serve..
*
[… tra
i fumi…]
IL
FILOLOGO D’AVIGNONE: … YES, WE DONT BELIEVE IN
MONEY.
IL FAUT DEPASSER LA RELIGION
POUR ATTEINDRE LE SACRE’.
DENKEN IST DANKEN.
NOSOTROS ESTAMOS HECHOS POR EL SOL
LOS ARBOlES LAS ESTRELLAS Y LA LLUVIA.
NOI
SIAMO FATTI
PER
IL VENTO E PER LA CAREZZA…
*
IL
POETA: La
tua frusta di parole apre
uno
squarcio nella pelle della notte
e
rischiara e suoni e canti odo
venire
là, dal crocicchio
dove
la grande curva sale
e
s’incrocia al viale
d’acacia
e ginestra è l’aria…
già
vedo giungere Serse
a
riscattare il nome
che
portarono gli avi,
con
lunga barba nera
e
postura austera cammina,
ogni
tre passi batte la strada
con
un legno di cedro a ritmare
la
marcia alla sua schiera
di
cavalli e di cani randagi,
e
scende ubriaco Augusto
con
giganti tartarughe dei Carabi
cariche
di rum e tabacco sano dell’Havana,
sale
Federico il ladro degli istanti
nemico
del tempo, viene
con
tre tigri siberiane
dai
deserti d’acqua,
e
viene tra le lucciole Laura
con
le sue farfalle d’Amazzonia,
la
seguono gli amici di sempre
Max
e Marcello con cento muli
carichi
d’argilla e terre d’Oriente,
trainato
da una giraffa
sopra
un carretto fiorito
suona
in uno stato di quiete la viola
Hiroyuki
Tabuchi l’ampio spazio felice
venuto
dal Giappone
a
preannunciare il mio amore,
dal
canneto sbuca David
suonando
flauti
preceduto
da un tappeto di formiche verdi
con
sé un sacco porta pieno
d’ossi
d’animali estinti,
e
là dove il papavero si mischia al grano
viene
Commi con la coppola in testa
a
tener caldo il pensiero
e
sopra colorati pappagalli dei tropici,
per
altra via viene Thomas
con
l’organetto narra
le
storie delle campagne
tarantole
lo abitano
come
un albero che cammina
gli
fruscia intorno il grano
sono
gli spiriti delle canne fumarie,
e
suona il pazzo Mario il pazzo
il
kazoo e le sue 88 zebre,
Nicola
viene con treccia d’aglio al collo
e
5 orsi e 5 gatti,
Monica
con cento scimmiette,
Valeria
con dieci elefanti,
e
vengono a miglia le streghe
e
son belle, ché giovane resta
chi
le formule d’arte conosce,
vecchie
e laide le dice
la
calunnia dei chierici
desiderosi
di vita
a
pugni stretti sotto le vesti,
ma
queste terre pagane
dal
Mistero sono protette
e
quest’orda di gente blasfema
non lascia passare,
ché
il senso di colpa porta malocchio
altri
vengono e tanti verranno
chi
non è nominato
è
già in Via del Carnocchio…
*
[… come
un’antica canzone popolare
che
restituisce l’anima alla festa,
da
ogni parte, si sente soave arrivare
il
canto, al sangue s’unisce e resta…]:
… e nascituri fummo con la camiciuola
con la luna piena il corpo si riposa
ma l’anima dal letto vola
per le campagne di rosa in rosa
va a combattere col finocchio il sorgo
per portare il male via dal borgo
se perde pestilenza e carestia
se vince il buon raccolto:
lo stolto risvegliare in sogno.
Ci chiamò così la sorte
bussar per secoli alle porte
siamo delle anime vaganti
intorno al fuoco siamo i beneandanti
andiamo per il bene contro il male
ma gli scarafaggi della sagrestia
ci arsero vivi sull’altare
lieti dei loro amen e così sia.
Noi, della famiglia grande
di Giacomo e di Pietro Aretino
di Dante Pier Paolo e Pasquino…
*
IL
POETA: … e
così vien Dago
nelle
sembianze di un cane bianco
con
pelo simile a pecora
ma
di grande stazza e potenza
con
l’olfatto batte la via
“per
te i profumi porta la brezza
gli
odori chiarezza!”
Millenni
di pascoli
l’hanno
educato
al
silenzio e l’ascolto,
tra
gente rude saggia e il freddo
l’
intemperie non teme
non
teme il lupo l’orso e la chiacchiera,
“Pastore
di sempre
guidami
fuori dal gregge,
custode
della vita mia
qualcuno
ha deciso
in
una vita di morsi e d’affetto
che
tu dovessi prendere
il
pane e il latte dalla mano mia”
*
[… così come una preghiera intuitiva
cioè
di cui nessuno conosce il prima
di
cui non si ha tradizione o memoria,
le
parole che nessuno sapeva
così,
tutto ad un tratto
come
un bacio improvviso
nella
bocca di tutti…]:
A
voi invochiamo,
missionari
di pace nel mondo
anche
chi truffa la chiesa,
ai
missionari che dicon di agir per la chiesa
ma
non pensano più
ad
un Dio invisibile e incerto
ma
all’uomo
a
chi agisce in silenzio nell’ombra
senza
avere un nome,
agli
ecologisti che si prendono cura
dell’intero
creato,
ai
medici laici che vanno nel mondo
e
più nemmeno credono in Dio
di
se stessi hanno fatto un tempio divino
dove
l’anima andarsi a pregare
senza
aspettare il paradiso o un premio
a
chi mette in pericolo il corpo
in
nome di un’eresia
pur
che vada agendo nel bene dell’altro
a
qualsiasi Dio
alle
Forze Sconosciute al Nulla
a
chi crede al Mistero
a
chi nella nomenclatura non crede
A
voi, noi invochiamo
per
avere la forza
per
Ringraziare!
di
questa coincidenza eterna
di
essere tutti vivi qui ora e adesso
in
questa brevità
nelle
maree del tempo
noi
Ringraziamo
per
la possibilità d’incontrarsi con tutti
e
prima di tutto Ringraziamo
per
averci dato una vita intera
per
star con sé stessi.
Così
noi ringraziamo anche
mangiando
un melone
o
pisciando col cane nell’orto…
*
“…In un sogno di
quelli che sognano
all’ alba, sei
comparso tu lettore
con il vento e
il mare in faccia
e a me vera
vita e vita vera
pareva, dove la
vita el sogno
nel vivere più
non si distingue…
… A te, questa poesia
sincera
così giunga,
all’orecchio di tutti
come una zanzara
a svegliare
il sonno,
nell’oscurità che mai
umanità conobbe, in quest’aria
di tabacco e lampadina accesa...".
Stefano Sanchini è nato a Pesaro nel 1976. Ha pubblicato sue poesie su numerose riviste e antologie di poesia contemporanea, tra cui L'arcano fascino dell'amore tradito. Tributo a Dario Bellezza (Perrone 2006), Logos (Perrone 2006) e Poeti underground (Il Saggiatore 2006). Fa parte della redazione de "La Gru". Nel 2008 ha dato alle stampe il suo primo libro, Interrail, per Fara. Prossimo alla stampa il poema a due voci Conversazioni ai margini dell'Occidente, composto assieme al poeta Loris Ferri.
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