|
redazione |
|
Daniele De Angelis
Riccardo Fabiani
Loris Ferri
Simone Gallinella (Dir. resp.)
Fabio Monti
Davide Nota
Gianluca Pulsoni
Luigi-Alberto Sanchi
Stefano Sanchini
hanno collaborato:
Augusto Amabili
Danni Antonello
Matteo Boscarol
Franco Buffoni
Serse Cardellini
Furio Colombo
Gianni D’Elia
Marco Di Salvatore
Fabio Franzin
Massimo Gezzi
Raimondo Iemma
Simone Lago
Franca Mancinelli
Giampiero Marano
Francesco Marotta
Francesco Martini
Emiliano Michelini
Aymeric Monville
Claudia Ortenzi
Umberto Pascali
Giovanni Pellegrino
Enrico Piergallini
Andrea Ponso
Marwan Rashed
Flavio Santi
Gisella Speranza
Roberta Tarquini
Nichi Vendola
Cesare Viviani
Matteo Zattoni
|
|
|
sabato 29 maggio 2010 |
|
[di Stefano Sanchini]
I. Questo paese che tutto trema e frana
Questo paese che tutto trema e frana
un'acqua scura nelle fondamenta s'incanala
di un'edilizia urbana che non sana
argini fossi, mai s'occupò la mala
ma di centrali e ponti, le grandi opere
mentre occorre urgente vanga e pala
ché vengon giù colline tutte intere
per costruzioni abusive negligenze
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Frammenti di quadri urbani |
|
|
|
|
martedì 06 aprile 2010 |
|
[di Loris Ferri]
Vorrei iniziare con una piccola premessa, che sento il dovere di pronunciare nei confronti di questi piccoli frammenti. «Quadri urbani», questo è il titolo che pertiene, come epigrafe, alla raccolta. Si tratta di una scelta di campo, come possibilità critica della messa in atto attraverso il segno poetico. Dunque «Quadri urbani»; quadri, in senso strettamente etimologico, da cadre (cornice), ovvero: formalmente “ciò che ha angoli e facce uguali”. La nostra realtà analoga e omologata. Quadri, in senso poetico: una metonimia, il contenente per il contenuto. La forma che prende il soppravvento sulla sostanza. Conseguentemente “urbano”: ciò che appartiene alla città. Caratteristiche culturali, sociali, economiche, che rivestono indistintamente ogni luogo del nostro tempo; così all’inverso vorrei rivendicare, in questi frammenti in memoria, il nostro diritto alla diversità, contro la noia esistenziale.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
martedì 16 marzo 2010 |
|
[di Gianni D'Elia / Daniele Maria Pegorari]
Il canto impopolare
[di Gianni D'Elia]
a Daniele Maria Pegorari
I
Il duemila otto soffia violento sull’Italia,
ma non c’è più nessun popolo che ne abbia
coscienza; finita è anche la sopravvivenza
della storia, dentro una vasta cronaca nera.
Son proprio gli italiani una brutta schiera,
la mutazione di cui profetavi è compiuta, Pasolini,
dovunque, dalle cliniche al calcio, ciò che trasuda,
dalle banche all’industria, è puro fango.
Con tutti i nomi che la mafia ha usati,
fino ai governi nuovi di Fascio e P2,
tutti si son scordati delle stragi,
e la menzogna impera, come un Grande Bue.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Libero. Racconto inedito di Leonardo Bonetti |
|
|
|
|
mercoledì 03 marzo 2010 |
|
[di Leonardo Bonetti / Gianluca Pulsoni]
LIBERO
[di Leonardo Bonetti]
Libero ha trentacinque anni, assolato dentro, e sta con Sena da dieci almeno. Impiegato in una società se ne va di domenica in pieno luglio a passeggiare come sempre sulla tiburtina ancora più assolata. La compagna deve assistere la madre affetta da una grave malattia che la costringe a letto.
Ha una camicetta senza pretese, bianca e un po’ imbolsita dal vento; un bastone lungo, un virgulto preso da un arbusto, intrecciato sotto le foglioline spesse. Di solito cammina fino all’altezza del rialzo in fondo alla via dopo aver fatto il ponte che passa la stazione. Lì davanti ha sempre da vedere qualcosa di interessante e se è in anticipo all’appuntamento vi si ferma volentieri. Perché Libero ha sempre un appuntamento la domenica pomeriggio, un appuntamento che giustifica con una passeggiata.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
sabato 13 febbraio 2010 |
|
[di Nino De Vita]
I.
Agghicu ri Marsala
ch’esti ancora vogghiardi;
vogghiardi, chi mi piaci,
ogni vota chi vegnu,
jiriminni a firriari, cumminari
accucchia e mmeno ’i stessi
cosi.
Tampasiu, dda matina,
nni Ciuni, nni Flaccoviu,
cercu libbra, taliu,
attrovu ’i littra scritti
ri Verga a Capuana e mi l’accattu.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Like a pagan. Poesie inedite di Margherita Corradi |
|
|
|
|
sabato 26 dicembre 2009 |
|
[di Dome Bulfaro / Margherita Corradi]
Lo strano
caso di “Like a pagan”
Questa prima prova poetica di Margherita Corradi (classe
1989) è uno strano caso di rito nel
rito: non appena Davide Nota posterà le poesie di Margherita con questa breve
nota sul portale “La Gru” che state visitando, la Corradi riceverà in quanto
poeta il suo “battesimo” nello pseudosistema della poesia italiana
contemporanea; lo strano caso sta nel fatto che questa cerimonia di iniziazione
della Corradi si consuma con un corpus
di cinque testi che compongono un viatico notturno di “decollazione”
dell’identità (l’acme nell’allitterazione non
sono), per metà cosparso di luce lunare per metà immerso nell’ombra (che l’ombra abbia inizio), preludio
inevitabile ad una “resurrezione”, rigorosamente di matrice precristiana.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Epigrammi dell'autunno inoltrato |
|
|
|
|
martedì 13 ottobre 2009 |
|
[di Gianni D’Elia]
L'autunno delle idee, ecco, ho toccato…
Baudelaire, Il Nemico, v.5
I. La Musa indignata
II. Ai nostri Dioscuri
III. A Ingrao
IV. Oroscopo del giovane letterato
V. Nel buio stanzino
VI. Lo scriba selvaggio
VII. Preghiera del fiore
VIII. Certamen
IX. Nel CHORUS
X. Voci della Scuoletta Marchigiana
XI. Ritratto di Davide Nota
XII. L’odor dell’eresia
XIII. Il Nemico (da Baudelaire)
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Una fiaba in versi per la scuola (La Residenza di Stefano Sanchini) |
|
|
|
|
domenica 31 maggio 2009 |
|
[di Stefano Sanchini]
(voce
fuori campo):
Vi
aspettavano campi in fiore
e
torrenti per essere guizzanti trote
con
i corpi nudi e in amore
di
chi col passo batte la strada,
“…
chi della zingarella s’innamora
nel
bosco gli tocca di andar…”
ché
l’amore non si prende
come
non si prendono l’alba e le stelle;
ad ogni arrivo una nuova partenza!
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
I segni verdi. Poesie inedite di Fabio Franzin |
|
|
|
|
sabato 16 maggio 2009 |
|
[di Luigi-Alberto Sanchi / Fabio Franzin]
Quando leggiamo un componimento poetico in dialetto, quale che sia la parlata scelta, ci colpisce ogni volta il senso di autenticità, profondità e calore che da esso emana. Questa sensazione è lungi dall'essere irrilevante. Va posta in contrasto con il suo « altro », cioè la lingua italiana. Non voglio né posso addentrarmi in un dibattito teorico che ci rinvia a Pascoli, Pasolini, alle esperienze di riviste come « Residenza », « Lengua » (Scataglini, D'Elia), più di recente, « Il parlar franco ». Mi preme però sottolineare un aspetto di questa discussione teorica che in tempi di trionfo della Lega Nord mi pare assuma un'importanza vitale: la natura profondamente politica della « resistenza » del parlare locale al trionfo del progetto di unità nazionale italiana. La poesia dialettale ci ricorda che la nostra prima lingua è italiana solo per finzione.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Contro la minaccia incostituzionale |
|
|
|
|
mercoledì 29 aprile 2009 |
|
[di Davide Nota / Gianni D'Elia]
25 aprile
Se ne vanno, la notte, silenziosi,
in lenta carovana, gli occhi al suolo,
i morti che di noi ancora sono
morti e se ne vanno silenziosi.
Il vento tra le foglie del castagno,
il passo tra le felci, il legno franto,
il canto delle rane nello stagno,
il pianto scivoloso del canale…
|
|
Leggi tutto...
|
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >>
| | Risultati 1 - 14 di 25 |
|