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redazione |
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Daniele De Angelis
Riccardo Fabiani
Loris Ferri
Simone Gallinella (Dir. resp.)
Fabio Monti
Davide Nota
Gianluca Pulsoni
Luigi-Alberto Sanchi
Stefano Sanchini
hanno collaborato:
Augusto Amabili
Danni Antonello
Matteo Boscarol
Franco Buffoni
Serse Cardellini
Furio Colombo
Gianni D’Elia
Marco Di Salvatore
Fabio Franzin
Massimo Gezzi
Raimondo Iemma
Simone Lago
Franca Mancinelli
Giampiero Marano
Francesco Marotta
Francesco Martini
Emiliano Michelini
Aymeric Monville
Claudia Ortenzi
Umberto Pascali
Giovanni Pellegrino
Enrico Piergallini
Andrea Ponso
Marwan Rashed
Flavio Santi
Gisella Speranza
Roberta Tarquini
Nichi Vendola
Cesare Viviani
Matteo Zattoni
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L'insieme degli scrittori contro l'insieme delle stragi |
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lunedì 18 gennaio 2010 |
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[di Gianni D'Elia]
Qui e ora, più che la poesia in versi, serve una prosa corsara.
Lo ha detto il presidente Napolitano, commemorando la strage di Milano del 1969: "Continuare a cercare ogni frammento di verità". Essendo il presidente della Repubblica, lo ha detto a tutti i cittadini, oltre che ai giudici, agli investigatori, agli storici. Dopo tanti decenni, con tutto il rispetto, noi poeti e scrittori, che naturalmente siamo prima di ogni cosa cittadini, ci aspetteremmo dalla classe politica e dalle istituzioni ben altro che un invito al frammento. Ci aspetteremmo l'insieme della verità. Comunque, grazie, rispondiamo all'invito. Perchè ancora non abbiamo questo insieme? Perchè il fallimento giudiziario sull'accertamento delle responsabilità dei mandanti delle stragi in Italia è stato così totale?
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sabato 14 novembre 2009 |
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[di Giampiero Marano]
Un caso di eterogenesi dei fini e il nuovo tradimento dei chierici
Nel settembre del 2008, quando a Varese vengono disputati i campionati mondiali di ciclismo, i muri della città si riempiono di un manifesto commissionato dalla sede locale della Lega Nord. Una scritta verde in campo bianco, sotto un grande sole delle Alpi anch’esso di colore verde, accoglie il pubblico internazionale nella città del ministro Maroni, la capital of Padania – di una terra, cioè, che nutre da tempo velleità indipendentistiche e che si proclama minacciosamente not Italy, come lo stesso pubblico avrà appreso, sempre da uno slogan in verde e in inglese, percorrendo la superstrada Malpensa.
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La crisi del modello ultra-liberista: un'opportunità per la sinistra |
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mercoledì 24 giugno 2009 |
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[di Riccardo Fabiani]
L'esplosione dell'ultima fase della crisi finanziaria ha finalmente rimesso
in discussione il modello politico-economico che ha dominato quasi
incontrastato il mondo dal crollo delle istituzioni di Bretton Woods negli anni
'70 ad oggi. Con una certa approssimazione, e' possibile affermare che le
principali crisi economiche degli ultimi 100 anni abbiano portato ad una
sistematica ridefinizione del ruolo dello Stato e dei limiti della politica:
l'esempio piu' celebre e' il crollo di Wall Street e la Grande Depressione,
che portarono negli anni '30 all'affondamento del vecchio sistema liberista
incentrato sull'ampia mobilita' dei capitali e del lavoro dal centro verso le
periferie. Il periodo del colonialismo e dei grandi flussi migratori, dei
flussi d'investimento verso le periferie del mondo e dell'imperialismo fini'
cosi' per arrestarsi di fronte al crollo dell'economia e alla necessita' di un
nuovo interventismo statale, divenuto successivamente la base di un consenso
trasversale durato fino agli anni '70.
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Dopo la guerra civile. Incontro con Giovanni Pellegrino |
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domenica 05 aprile 2009 |
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[di Riccardo Fabiani]
La "Commissione Stragi" presieduta dal Sen. Giovanni Pellegrino, all'epoca esponente del Pds, ha rappresentato per molti versi un evento storico per l'Italia. Per la prima volta, la strisciante guerra civile che era stata combattuta nel Paese durante la Guerra Fredda era oggetto di uno sforzo cosciente e collettivo di spiegazione; per la prima volta, la Repubblica tentava di raccogliere i vari rivoli e brandelli interpretativi di un vissuto da sempre diviso per stabilire un tessuto comune, un'intesa fondamentale sui fatti e sul senso della storia; per la prima volta, si e' cercato di dare una lettura consensuale e non traumatica della storia nazionale, per superare i "guai ai vinti" e i rancori revisionisti che naturalmente ne seguono.
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Di che lagrime grondi e di che sangue. Incontro con Umberto Pascali |
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giovedì 05 febbraio 2009 |
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[di Fabio Monti e Davide Nota]
Umberto Pascali è un analista strategico italiano, attualmente residente negli Stati Uniti. Ha vissuto in vari paesi europei ed extraeuropei. Ha svolto indagini giornalistiche sul fenomeno della guerra non convenzionale e del terrorismo, sulle strategie militari nell’ultima parte del ventesimo secolo (con particolare attenzione all’area dei Balcani), sul fenomeno del cosiddetto crimine organizzato in Italia, Asia centrale ed est Europa e sull’uso dello scandalo come arma politica. Ha studiato i casi di Enrico Mattei, Aldo Moro, Guido Calvi, Alfred Herrhausen, Nicola Calipari ed altri. Altro suo interesse è lo studio del Rinascimento italiano, con una particolare predilezione nei confronti di Dante Alighieri e Nicolò Machiavelli. Il 7 gennaio del 2009 lo incontriamo nella sua residenza italiana, per una intervista concordata sui temi dell'attualità geo-politica, che presto si trasforma in una vasta e densa conversazione attorno ai grandi temi della Storia contemporanea e delle politiche internazionali del presente e del futuro.
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Per un’amnistia della verità. La ricerca storica di Giovanni Pellegrino e la Commissione Stragi |
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lunedì 25 febbraio 2008 |
[di Riccardo Fabiani]
Il lavoro più noto e maggiormente accreditato per
quanto riguarda la ricostruzione storiografica del periodo che va dal 1945 agli
anni ’80 è la ricerca svolta dal Senatore dell’allora PDS Giovanni Pellegrino
come presidente della Commissione d’inchiesta su terrorismo e stragi e
sintetizzato nella sua proposta di relazione finale (che però non fu approvata
dagli altri partiti) e in altri libri-intervista pubblicati negli anni
successivi. Proprio per le esigenze specifiche di una commissione che ha dovuto
abbracciare un periodo di circa 40 anni, l’opera di Pellegrino è allo stato
attuale l’unico tentativo di interpretazione sintetica (oltre che analitica)
della cosiddetta notte della Repubblica.
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Enrico Mattei: la via italiana al petrolio |
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lunedì 18 febbraio 2008 |
[di Fabio Monti]
Gianni D’Elia, all’inizio de “Il
petrolio delle stragi” (Effigie, 2006), scrive che Enrico Mattei avrà per
sempre la faccia di Gian Maria Volontè nel film di Francesco Rosi, il suo
spirito di sacrificio e il suo entusiasmo borghesi; ma, almeno per chi come me
è nato dopo il 1978, anche Aldo Moro avrà per sempre come volto la maschera
indelebile del grande istrione milanese nel film di Giuseppe Ferrara (“Il caso
Moro”, 1986), imparagonabile per impatto visivo e potenza scenica all’eterea
sagoma di Robert Herlitzka del Moro di “Buongiorno Notte” di Marco Bellocchio.
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mercoledì 16 gennaio 2008 |
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[di Luigi-Alberto Sanchi]
Mi è stato chiesto di
dar vita su questo sito ad una serie di articoli internazionali sullo stato del
Mondo, o di “geopolitica” secondo l’espressione oggi di moda. Per quanto il
tema m’interessi grandemente, non mi sento per niente un esperto in materia e a
chi volesse approfondire la conoscenza della politica internazionale
consiglierei la lettura del « Monde Déprimatique », come suona il
nomignolo scherzoso di quest’ottima pubblicazione che esprime un punto di vista
borghese illuminato, e la frequentazione dei siti internet quali
« resistenze.org » (del milanese Centro di Cultura e di
Documentazione Popolare) o, per chi legga l’inglese,
« solidnet.org », costruzione comune di vari Partiti comunisti ed
operai dei cinque continenti.
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lunedì 05 novembre 2007 |
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[di Fabio Monti]
1. Dallo sbarco
in Sicilia a Portella delle Ginestre
Inevitabilmente, se ci si sforza di ricostruire la storia
dell’Italia repubblicana, ci si trova davanti ad una impressionante sequela di
fatti di sangue, omicidi, attentati, stragi dinamitarde e tentativi di colpo di
Stato (non a caso Giovanni Pellegrino, presidente della “Commissione
parlamentare sul terrorismo e sulle stragi”, parla di “guerra civile”). Mi sono
sempre chiesto se esista un trait d’union
tra questi episodi, un filo rosso che da Portella delle Ginestre conduca
direttamente a Via D’Amelio o, in altre parole, se sia operazione possibile e soprattutto
lecita studiare la Storia
dell’Italia del dopoguerra tenendo nella dovuta considerazione non solo
l’azione politica dei vari governi che si sono succeduti in base a normali
processi democratici, ma anche l’azione di tutte quelle forze il cui fine
politico fu deliberatamente quello di minare le basi stesse del neonato sistema
costituzionale.
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Da Piazza Fontana alla Loggia P2: una ricerca ancora aperta |
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lunedì 29 ottobre 2007 |
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[di Riccardo Fabiani]
A distanza di più di quindici anni dalla fine della Guerra
Fredda e dal crollo della Prima Repubblica, il dibattito e l’indagine storica
sul periodo che va dalla strage di Piazza Fontana nel 1969 alla scoperta degli
elenchi della P2 e dell’annesso “Piano di Rinascita Democratica” nel 1981 sono
praticamente scomparsi. L’interesse dei media e del pubblico è stato sostituito
da altri temi di più scottante attualità, mentre la discussione sulle stragi della
Prima Repubblica è rimasta confinata ad un ristretto gruppo di appassionati,
spesso preda di passioni ideologiche e pregiudizi politici invece che realmente
intenzionati a riportare alla luce i punti oscuri, le contraddizioni e i dubbi
che ancora circondano questo argomento.
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