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redazione |
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Daniele De Angelis
Riccardo Fabiani
Loris Ferri
Simone Gallinella (Dir. resp.)
Fabio Monti
Davide Nota
Gianluca Pulsoni
Luigi-Alberto Sanchi
Stefano Sanchini
hanno collaborato:
Augusto Amabili
Danni Antonello
Matteo Boscarol
Franco Buffoni
Serse Cardellini
Furio Colombo
Gianni D’Elia
Marco Di Salvatore
Fabio Franzin
Massimo Gezzi
Raimondo Iemma
Simone Lago
Franca Mancinelli
Giampiero Marano
Francesco Marotta
Francesco Martini
Emiliano Michelini
Aymeric Monville
Claudia Ortenzi
Umberto Pascali
Giovanni Pellegrino
Enrico Piergallini
Andrea Ponso
Marwan Rashed
Flavio Santi
Gisella Speranza
Roberta Tarquini
Nichi Vendola
Cesare Viviani
Matteo Zattoni
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Testimonianza per il Presidente Vendola |
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domenica 13 giugno 2010 |
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[di Daniele Maria Pegorari]
Cari Amici,
mantengo la promessa di girarvi il mio contributo e di darvi veloce resoconto dell’udienza concessa dal Presidente Vendola a una ventina di intellettuali pugliesi, presso la Presidenza della Regione dalle 12,30 alle 14,15 di oggi, mercoledì 26 maggio 2010. Oltre al Presidente e al promotore dell’iniziativa, R. Nigro, hanno preso la parola, nell’ordine, L. Patruno, C.A. Augieri, P. Voza, E. Catalano, G. Otranto, C.D. D’Amato, io, L. Angiuli, C. Foschini, D. Giancane, M. Damiani e V. Signorile: erano presenti, altresì, G. Farese, A. Campione e P. Lovero.
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Ritorno alla saggezza poetica |
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mercoledì 09 giugno 2010 |
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[di Serse Cardellini]
Cosa s’intende per saggezza?
Quando in ambito filosofico si parla di “saggezza” ci si riferisce al greco phronēsis di fronte al quale – stando ad una famosa testimonianza di Gadamer – Heidegger, nel tentare di tradurre in lingua tedesca questa parola, avrebbe esclamato: «das ist das Gewissen!» [1]. Con il termine Gewissen s’intende la coscienza morale, distinguendola da quell’altro genere di coscienza conoscitiva indicata con Bewusstsein. In questo modo Heidegger non fa che riattualizzare quella distinzione fra saggezza (phronēsis) e sapienza (sophia) presentataci per la prima volta da Aristotele il quale, nell’Etica Nicomachea (Z 5, 1140 b 1-4; 7, 1141 a 16-29), indica la sapienza come la forma di conoscenza più eccellente perché sempre immutabile e fine a se stessa, distinguendola dalla mutevole saggezza la cui ragione opera nell’ambito pratico della morale.
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La sinistra deve costruire una nuova egemonia culturale |
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giovedì 13 maggio 2010 |
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[di Riccardo Fabiani]
“La vittoria di Torino è clamorosa. Politicamente parlando, uno 'stupro'. La caduta della città dell'intellighentsia azionista e comunista segna definitivamente il cambio dell'egemonia culturale nel Paese”
Fabrizio Cicchitto
Negli ultimi anni in Italia la questione dell'egemonia culturale, secondo il concetto elaborato da Antonio Gramsci, e' stata posta in maniera insistente e pressoche' esclusiva dalla destra, principalmente per valutare la portata della propria avanzata politica e sociale nel Paese. Mentre a sinistra [1] si disegnavano strategie di breve periodo per arginare la straripante affermazione del berlusconismo, la destra si interrogava a piu' riprese sulla propria penetrazione nella realta' sociale e culturale italiana, le cui basi erano gia' state gettate da tempo. [2]
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Lezioni d'archeologia e d'estetica |
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martedì 13 aprile 2010 |
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[di Stefano Sanchini]
...fischia il fuoco come la cicala
arde la legna in mezzo alle parole...
In queste pagine cercherò di analizzare la bandiera comunista ormai scomparsa non solo dalla realtà, ma anche dall'immaginario che apparteneva ai molti.
Una lettura quindi di questo reperto archeologico riscoperto sotto gli asfalti di quest'era subdola, poi seguirà una breve lezione d'estetica, come lo fu ad Ascoli nella primavera del 2008, in una lettura di poesia tenutasi nella sede di Rifondazione comunista.
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The feelin' is there, body and soul. Conversazione con Federico Nicolao |
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mercoledì 03 febbraio 2010 |
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[di Gianluca Pulsoni]
Federico Nicolao. Personalità poliedrica, scrittore. Ma poi si scopre se si incontrano persone che hanno incrociato il tuo percorso che sei stimato egualmente come critico d’arte e curatore, filosofo, professore universitario, persino editore, artista sotto pseudonimo, animatore culturale e molto altro ancora. Attivo soprattutto in Francia oramai, perché hai scelto di vivere a Parigi ma con incursioni in Italia (la tua lingua resta pur sempre innanzitutto quella italiana) e altrove. Nel tuo profilo si scorge una linea che assomiglia per le sue “pieghe” a quella di importanti personalità che qui abbiamo avuto ma che ora stentiamo ad avere. O meglio, personalità alle quali oggi, il sistema culturale italiano, stenta a dare spazio, come accadeva invece prima.
Gianluca Pulsoni – Vorrei iniziare la nostra conversazione perciò da questa considerazione, il ruolo della persona estetica (è Nietzsche – credo – che usa questo termine) oggi. Come è cambiato, dove può agire. Secondo te…
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L’ultimo a opporsi alla “mutazione genetica” italiana: Berlinguer. Incontro con Oliviero Diliberto |
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martedì 26 gennaio 2010 |
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[di Luigi-Alberto Sanchi]
Il segretario del PdCI analizza il trentennio ultimo scorso come un periodo di profonda regressione della società italiana sul terreno del lavoro, dei diritti e della cultura, “diventata quasi un disvalore” tra i dirigenti e in tutte la fasce sociali. In conseguenza, la fase attuale è contrassegnata da violenza e autoritarismo. La risposta che può venire dalla sinistra si declina, secondo Diliberto, in termini di unità “oggi possibile” (ma non sufficiente) con la Federazione della Sinistra ma soprattutto – e anche noi l'auspichiamo – con una seria riflessione che attualizzi il socialismo scientifico, grazie al nuovo “think tank” Marx XXI, apertissimo ai giovani, e a partire dal nucleo: la lotta tra i lavoratori e i capitalisti, lo sfruttamento, oggi più reale, forte, mondiale che mai prima d'ora. Di qui la netta divergenza teorica con Vendola e la difesa anche del simbolo della falce e martello.
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martedì 12 gennaio 2010 |
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[di Luigi-Alberto Sanchi]
Di punti di
partenza, per questo saggetto, ce ne sarebbero tanti. Dato, però, che
all’evocazione della «cultura» (o, peggio, «letteratura») «greca e latina» la
reazione spontanea di molti lettori sarà, immagino, una profonda noia e vaghi
ricordi scolastici – cioè tutto il contrario di un’esperienza viva (già: le
«lingue morte»…) e attuale, ho deciso di cominciare dall’epoca dei nostri
umanisti e soprattutto dal loro entusiasmo. Per la cultura, e non soltanto la
letteratura, greca e latina. Mi pare infatti che sia il solo modo per far
capire come si possa amare appassionatamente la conoscenza che ci viene
dall’Antichità, malgrado le approssimazioni, gli errori, i malintesi che da
questo studio possano sorgere – e ne sono sorti un bel po’, stiamo sicuri!
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lunedì 30 novembre 2009 |
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[di Luigi-Alberto Sanchi]
Una concezione della filosofia della praxis come
riforma popolare moderna (poiché sono dei puri
astrattisti quelli che aspettano
una riforma religiosa in
Italia, una nuova edizione italiana del calvinismo,
come Missiroli e C.) …
Antonio Gramsci, Quaderni del carcere,
ed. V. Gerratana,
Torino 1975, quaderno 16,
§ <9>, p. 1860 (vedi anche pp. 1682-1685).
« Luigi,
ti va di scrivere un testo per La Gru
sul feudalesimo come antropologia culturale italiana, dalla chiesa alla
politica, dalla cultura all’università? »
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“C’ERA UNA VOLTA…”. IL RACCONTO, LE VOCI, IL PENSIERO |
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domenica 25 ottobre 2009 |
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[di Alfonso Cariolato]
* Io narrante" - foto di Michela Agostini
voir-
entrevoir-
croire entrovoir-
vouloir croire entrevoir-
folie que de vouloir croire
entrevoir-
quoi-
comment dire- (what is the world)
Beckett
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martedì 06 ottobre 2009 |
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[di Riccardo Fabiani]
Il sesto anno de "La Gru" si apre in un'atmosfera rarefatta, un clima da assedio che non giunge inatteso, visti gli ultimi 30 anni (almeno) di storia nazionale [1]. In questo contesto molto particolare, ci avviamo ad espandere ulteriormente il progetto de "La Gru": un contesto di soffocamento, di morte per asfissia da intrattenimento. Inevitabilmente dobbiamo chiederci, non troppo retoricamente: quale senso per un progetto editoriale oggi? Quali forme di resistenza e proposizione, di collegamento e dialogo?
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